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Per avvicinare l' "oggetto del nostro studio"
episodici sguardi su percorsi di conoscenza in territori solitamente poco o mal frequentati.
I testi sono segnalati dagli amici del sito e proposti come semplici suggestioni al di fuori di alcuna pretesa di organicità e completezza bibliografica.
Una bibliografia organica è in compilazione nella sezione BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE.
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Roberto Lorenzini
Il
tempo sospeso, Alpes Italia, 2011
Zio Vanni, Kronos e Kairos
Tempo cronologico e tempo psicologico, vicende
umane, coscienza, dissociazione e consapevolezza
si dipanano nelle matasse dei legami e destini
dei numerosi protagonisti di questo romanzo
(breve ma non tanto).
Come terapeuta per decenni l'autore ha ascoltato
e ricostruito con i suoi pazienti le loro storie
e queste storie, come le acque di un fiume
carsico, sono finite nelle profondità del suo
mondo interiore e sembra ora non possano fare a
meno di riemergere oltre il massiccio montuoso
del passato.
Il tempo dell'uomo coincide con l'essere in un
continuo trasformarsi del passato in futuro, ma
quando la monotonia di tale fluire si scontra
con fatti traumatici il tempo che prevale è il
passato doloroso e indimenticabile.
I drammi irrompono nella realtà e nella cornice
del romanzo attraverso il narrare favoloso di
Zio Vanni, che ama la sua vena affabulatoria più
di quanto la strumentalizzi a fine di
auto-inganno in discutibile soccorso agli
sventurati procrastinando la loro inevitabile
presa di coscienza.
Vicino o lontano qualcosa avviene e avrà, o non
avrà, nella lotteria dell'esistenza conseguenze
piccole o grandi, dolorose o felici, nella vita
di qualcuno che nel frattempo continua la sua
vita più o meno monotona, più o meno banale.
Roberto Lorenzini ha scritto un piccolo
Decameron di provincia, popolato da una
moltitudine di personaggi che paiono di volta in
volta ispirati al cinema della più felice
commedia all'italiana, al beffardo discutere da
bar sport, al Guareschi di Mondo Piccolo, ma che
all'improvviso, dal caso e dalla necessità, o
più semplicemente dalla loro cialtroneria, sono
precipitati nel cuore di una tragica
consapevolezza, "di una crudele maledizione".
Queste storie, che hanno comunque effetto
catartico, sublimano il dolore regalandoci un
affresco in cui questa provincia e questa
commedia sono metafora dell'epica, della
commedia e della tragedia dell'uomo moderno.
Il tempo sospeso è però a mio avviso soprattutto
un libro molto piacevole e sorprendente, che non
ci lascia indifferenti.
Luciano Lodoli

Gilda Bertan
Bambini indaco e papaveri
gialli.
Antigone
Edizioni,
Torino 2011
Presentazione di Antonino Ferro
Questo di Gilda Bertan è uno di quei rari libri
che non si possono posare prima di averli letti
tutti di un fiato.
A me da subito è venuto da leggerlo come
composto da due binari paralleli e
imprescindibili I'uno dall'altro, ovvero da un
lato come un romanzo breve con una serie di
personaggi e di temi (molti dei quali rimarranno
indimenticabili al lettore) come lo sbocciare di
un amore, un lutto che si compie,
un'accettazione dolorosa che si realizza assieme
a una speranza che si accende, un promessa di
futuro sia pure nell'incertezza di un viaggio
ancora lungo.
Tornando ai personaggi, indimenticabili
resteranno i protagonisti, da Bodo a Carlo, da
Anna a Teresina. Della trama non dirò nulla
perché non voglio togliere al lettore
quell'attesa di "come andrà a finire" che ti
prende dopo poche pagine.
Altro personaggio importante è la montagna, non
solo come metafora ma anche come atmosfera che
avvolge tutto il racconto. L'impianto della
narrazione all'inizio sembra dolorosamente
tragico, ma poi si vanno aggiungendo tutti gli
altri colori emotivi di cui gli esseri umani
sono capaci. Pagine intensamente commoventi si
alternano a pagine dolcemente cullanti, ad altre
di ampio respiro, altre francamente esilaranti
come quelle che riguardano il mondo delle chat e
le prevedibili e imprevedibili storie che vi
prendono vita.
Tonalità prevalente del libro è la poesia che lo
attraversa e che emerge in molte pagine che
talvolta raggiungono una intensità di fuoco.
L'autrice testimonia continuamente la sua
capacità narrativo-poetica.
Andiamo adesso al secondo binario o livello che
dir si voglia, quello che è capace di rendere
comprensibile cosa sia l'autismo, cosa sia la
sindrome di Aperger, come funzioni mentalmente
chi è al mondo con queste caratteristiche e ciò
con la rarissima capacita di renderci partecipi
di questi mondi, di farceli attraversare
rendendoceli "domestici", comprensibili, ricchi.
Leggendo il libro ho persino fatto 1a fantasia
di una intera collana editoriale in cui le varie
costellazioni riguardanti la sofferenza
psicologica potrebbero essere esposte con le
caratteristiche formali di un romanzo/racconto,
e l'invito e naturalmente rivolto a Gilda Bertan
o a quanti se la sentissero di mettersi sulle
sue orme.
Volendo ci sarebbe anche un terzo livello,
quello implicito del “modello della mente" cui
fa riferimento la nostra autrice, un modello
della mente immediatamente riconoscibile per gli
addetti ai lavori, che penso sia quello che apre
più porte alla speranza e alla possibilità di
dare significato a ciò che dapprima aveva il
peso dell'indecifrabilità.
Ma aggiungerei che c'e ancora un livello: quello
che e capace di fornire una mappa di
orientamento per chi si trovasse da qualsivoglia
punto di vista ad averne bisogno: genitori.
terapeuti. pazienti, studenti e ciò molto più
dal di dentro e molto più in profondità di
quanto sia possibile fare con qualsivoglia altro
approccio rispetto a questo che, come ho detto,
definirei poetico-narrativo.
Mi rendo conto che questa presentazione lascia
digiuni, non riempie, ma ciò è dovuto alla
ricchezza dell'autrice; il libro va letto, senza
spiegazioni, decifrazioni, preconcetti, guide:
bisogna lasciarsi trascinare a valle seguendo
talvolta il flusso lento di un piccolo fiume,
talvolta le turbolenze da rafting di uno
scosceso torrente.

Vittorio F. Guidano (a cura di)
Gherardo Mannino
Le Dimensioni del Sé. Una
lezione sugli ultimi sviluppi del modello
post-razionalista.
Alpes,
Roma 2010
Questo libro costituisce la trascrizione,
arricchita di note e premesse introduttive, di
una lezione informale che Vittorio Guidano ha
tenuto a Bologna a un piccolo gruppo di suoi
allievi nel febbraio del 1999. In
quell'occasione, Guidano ha illustrato alcune
importanti nuove idee (cui stava lavorando
proprio in quel periodo) che andavano ad
articolare e sviluppare ulteriormente il suo
modello.
Tuttavia, egli non ha fatto in tempo a
completare e pubblicare un suo lavoro con queste
nuove formulazioni. Da questo punto di vista, la
presente pubblicazione colma un vuoto nella
letteratura dato che, ad oggi, non esiste alcuna
testimonianza -edita a stampa- del suo pensiero
di quel periodo, nel modo in cui egli stesso lo
stava formulando.
Pur nella brevità della lezione, i temi
affrontati sono numerosi e tra questi: il
rapporto tra livello esplicito e livello tacito,
la nuova dimensione inwardness/outwardness,
l'applicazione del concetto di
field-independence/field-dependence alle
'Organizzazioni di Significato Personale',
l'inquadramento di queste ultime in termini
delle due dimensioni, l'autoinganno, lo
scompenso psicotico.
Chiude il libro una postfazione del curatore che
illustra e discute, ricorrendo anche a numerosi
esempi clinici, le due dimensioni cui Guidano fa
ricorso ed il nuovo inquadramento delle
'Organizzazioni di Significato Personale' in
termini di esse.
Quarta di copertina

Paolo
Migone
TERAPIA PSICOANALITICA.
Seminari.
Franco Angeli,
Milano 2010 (Sesta edizione)
Questo solo in apparenza è un libro assemblato
in modo casuale, una lettura attenta mostra ben
presto il robusto filo conduttore che ci
avvicina al vero interesse dell'autore: farsi
domande e cercare risposte affrontando
problematiche che attengono a riflessioni più
sulla psicoanalisi e sulla psicoterapia in
generale che di psicanalisi e psicoterapia.
Paolo Migone nella prefazione a questa nuova
edizione del libro tra l'altro scrive:
"… ritengo che i vari capitoli non siano
scollegati perché il filo conduttore che li
tiene assieme è l'interesse per lo sviluppo
storico dei concetti e uno spirito critico, la
curiosità e il piacere di aprire nuovi problemi
senza trovare facili soluzioni. Questo può
andare molto bene, perché la psicoanalisi,
qualunque cosa significhi, non è qualcosa
compiuto o definitivo, per cui penso che nessun
"libro" possa essere scritto su di essa".
Se non "un libro" questo è certamente un
importante e organico insieme di articoli
proprio sulla psicoanalisi, scritto con passione
è padronanza della materia, centrato sulle
fondamentali questioni della odierna sua
collocazione nella galassia delle psicoterapie e
in particolare rispetto alla sua storia remota e
prossima e alla sua abbastanza recente
evoluzione generativa.
Un testo di grande aiuto per le riflessioni sul
proprio operare e riflettere per tutti quei
terapeuti e studiosi, che si riconoscano
nell’alveo delle diverse scuole psicoanalitiche
sia che appartengano ad altre matrici, purché
non siano troppo legati a visuali dogmatiche o
settarie o, peggio, a logiche di potere.
Lod

Luciano Lodoli
Colleziono
suggestioni. LietoColle - Collana Erato - 2011
La raccolta si svolge attraverso quattro
raggruppamenti di testi che sviluppano il tema
del rapporto con la poesia, il tempo, gli
affetti e l’osservazione di fatti sociali, il
tutto con l’occhio del “collezionista” di
suggestioni
M. A. Molinari su Colleziono suggestioni di
Luciano Lodoli
Ho bisogno di poesia, questa magia che brucia la
pesantezza delle parole, che risveglia le
emozioni e dà colori nuovi (Alda Merini). Questo
è l’esergo con cui Luciano Lodoli introduce la
sua opera prima, un passaggio che ci porta a
chiederci perché abbia aspettato tanto tempo nel
presentarsi con la sua intensa e raffinata
scrittura.
“… In lento procedere stocastico / collezioni
suggestioni / non poesia.” (Poetica spuria –
pag. 9); “Al risveglio talora può perdersi / una
poesia nata in sogno dal nulla… / ..come fa
galaverna nella bruma” (Come fa galaverna – pag.
10); “… Il poeta è nella mia mente / ogni volta
che leggo / una poesia.” (Il poeta pag. 11). Sin
dai primi versi di questa silloge la sensazione
che si ha è quella di essere di fronte a una
scrittura incisiva e toccante. La bellezza della
sintesi di Lodoli è apprezzabile in ogni
passaggio. Preziosa è la semplicità con cui
circoscrive gli spazi, rilasciando nel contempo
una musicalità sempre ampia e armoniosa.
Nel suo sviluppo, “Colleziono suggestioni” si
dipana attraverso quattro micro sezioni: dopo
Alda Merini, si affida a personaggi parimenti
suggestivi come Agostino, Montale e Pier Paolo
Pasolini.
Se nella prima sezione Lodoli ci tratteggia il
suo rapporto con la poesia, nelle successive usa
il suo occhio da “collezionista” per registrare
le emozioni del tempo “… ove il sogno al sonno
lascia luogo / sentiero e soglia / al nulla
impercorribile / e profondo.” (Al nulla
impercorribile e profondo – pag. 19) -
“Inesprimibile il mistero / scuote il nulla /
ove la tenebra / incombe / grave e immutata.”
(Inesprimibile – pag. 22), la stratificazione
degli affetti “Così giovane ti incontrai schiva
e carina… / …Quarant’anni / e sono legato ancora
/ forse un po’ di più.” (Schiva – Pag. 25) –
“…Madre ti scorgo ora, / aldilà, nel sonno che
viene / e come sempre rivivrai al mattino /
tenace e flebile nel mio ricordo.” (Ti scorgo
ora pag. 29), la trasformazione-registrazione di
fatti sociali di estrema
risonanza-luttuosa-rilevanza “…A stento la mente
/ basta oggi al compianto. / Domani la pietà e
il coraggio.” (Trittico Aquilano 1 – dopo il
sisma – pag. 34) – “…gli sventurati superstiti
inermi / seppelliscono i loro morti / e vengono
/ inesorabilmente / depredati.” (Trittico
Aquilano 2 – Depredati – pag. 35) – “Parole non
sono / che possano / più delle crude immagini /
alla memoria / l’immensità dire / …” (Memoria
della Shoah – pag. 37).
La silloge di Luciano Lodoli respira ariosa di
suggestioni vissute attraverso una indubbia
sensibilità, per mezzo di una capacità testuale
e verbale di sicuro interesse.
Maurizio Alberto Molinari
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Esaurito
(Può essere richiesto all'autore)
Luciano Lodoli
Le
chiavi che suggeriscono il senso e la natura di
questa piccola antologia possono essere cercate
nella poesia che dà il titolo al libro, nella poesia
“Poetica spuria” e nella citazione di G. Bateson in
quarta di copertina.
Dire di più in sede di presentazione, a mio avviso,
inficerebbe la naturalezza e la soggettività cui il
lettore ha diritto nel suo approccio alle singole
poesie |
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Paolo Maria Clemente
IO ADDIO Crisi dell'Individuo e
psicoterapia. Armando, Roma 2010
Che dire: geniale!
Geniale di sicuro anche se a qualche
parruccone grillo parlante accademico
girerà dentro qualcosa...
Da leggere assolutamente.
Lina Lusso |
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REVISTA DE PSICOTERAPIA numero monografico "POSTRACIONALISMO EN EL SIGLO XXI: APORTES"
Nel decimo anniversario della morte di Vittorio Guidano la "REVISTA DE PSICOTERAPIA", diretta da Manuel Villegas Besora, dedica un numero monografico, con diversi contributi di ricercatori, italiani e di lingua spagnola, allo sviluppo del metodo clinico postrazionalista e dei suoi fondamenti teorici, epistemologici e di ricerca.
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MicroMega Almanacco di Scienze: Darwin, 1809-2009
CEBERG 1 - Darwin e Dio
Telmo Pievani - L’evoluzione addomesticata ovvero come Ratzinger vuole annettersi Darwin
Orlando Franceschelli - Darwinismo e finalismo: la teologia impossibile
Michele Luzzatto - Darwin e Qohèlet
Giulio Barsanti - Miseria del Disegno intelligente
DIALOGO
Vito Mancuso / Telmo Pievani - Dio e/o Darwin
SAGGIO 1
Barbara Forrest - Intelligent Design: creazionismo col belletto
ICEBERG 2 - orizzonti darwiniani
Luca e Francesco Cavalli-Sforza - La selezione naturale e il caso (la democrazia della natura)
Massimo Pigliucci - The Evolutionary
Carlo Alberto Redi - Evo-Devo, la nuova frontiera del darwinismo
Antonio Lazcano - La comparsa della vita nell’Universo
Pancho Pardi - La curiosità del giovane Darwin. Inizio di un apprendistato scientifico
INEDITO
Frans B.M. de Waal - L’animale uomo
ICEBERG 3 - la morale di Darwin
Francesco Cassata - Da Darwin a Hitler?
Vittorio Girotto e Giorgio Vallortigara - Radici biologiche della fede e della morale
Simone Pollo - Darwin, la natura umana e la morale
Emanuele Coco - I misfatti della natura e il problema morale nell’uomo
SAGGIO 2
Ian Tattersall - Come è nata l’intelligenza simbolica
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Raymond Corbey
METAFISICHE DELLE SCIMMIE. Negoziando il confine animali-umani. Bollati Boringhieri, Torino 2008
Un libro che è bene leggiate dall'inizio alla fine. Poi leggete pure recensioni e presentazioni, non fatelo prima.
Fabrizio Semper
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Daniel Pennac
DIARIO DI SCUOLA. Feltrinelli, Milano 2008 |
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Con dolce indulgenza e tenera ironia Pennac ci fa partecipi di profonde quanto geniali considerazioni sulle problematiche esistenziali e scolastiche di professori e studenti.
Con tantissime perle:
<< Una delle storie più memorabili di complicità adulta alle bugie di un bambino è la disavventura capitata al fratello del mio amico B. All'epoca doveva avere dodici o tredici anni. Poiché teme una interrogazione di matematica, chiede al suo migliore amico dove si trova esattamente l'appendice. Dopodiché si accascia simulando una crisi atroce. Il preside finge di credergli, lo rimanda a casa, non fosse che per sbarazzarsi di lui. Da qui i genitori - cui ne ha combinate di tutti i colori - lo portano senza illusioni in una clinica vicina, dove, sorpresa, viene operato all'istante! Dopo l'operazione il chirurgo compare, reggendo un vaso in cui galleggia un lungo affare sanguinolento, e dichiara, con il volto raggiante di innocenza: "Ho fatto bene a operarlo, stava per andare in peritonite!".
... >>
Ma dal libro vengono anche profondi e meravigliosi spunti per serie riflessioni sui problemi della scuola, nulla a che vedere con le amenità e le preoccupanti grossolanità con cui vengono affrontati dalle nostre autorità politiche ed istituzionali.
Fabrizio Semper |
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| POESIE DA GUANTANAMO. A cura di Marc Falkoff. EGA Editore Torino, maggio 2008 |
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Amnesty ed EGA pubblicano "Poesie da Guantánamo".
Per la prima volta, dopo sei anni, detenuti ed ex detenuti di Guantánamo prendono la parola, attraverso 22 poesie, scritte "da dietro le sbarre" da 17 autori. |
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Paolo Maria Clemente
IMPERFETTO ONIRICO. Quando sognare diventa un viaggio consapevole. Armando, Roma 2008 |
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Un originale percorso di conoscenza, un bellissimo libro.
Fabrizio Semper
Cosa sarebbe successo se alla fine dell’800 la coscienza dei sogni avesse battuto l’inconscio? Avremmo Hervey de Saint-Denys al posto di Freud e scuole di Yoga del sogno da tutte le parti. Il Tibet non sarebbe soltanto una nazione violentata da un regime totalitario ed estraneo, perché da ogni luogo dello spirito accorrerebbero dei Lord Byron a combattere contro i barbari.
Jan Mais |
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Vittorio Guidano, a cura di Giovanni Cutolo
LA PSICOTERAPIA TRA ARTE E SCIENZA. Vittorio Guidano insegna "come si fa" la psicoterapia cognitiva post-razionalista. Franco Angeli, 2008
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UN "NON LIBRO" CHE E' MOLTO DI PIU' DI UN
SEMPLICE LIBRO. GRAZIE GIANNI !
Le (decine) di allievi di Vittorio Guidano che
ho conosciuto in diversi momenti ed occasioni
hanno certamente molti aspetti in comune, forse
non tutti gradevoli tra mille piacevoli ed
interessanti.
Due tratti certamente li accomunano: l'amorevole
altissima stima che conservano del loro maestro
ed il senso di irrecuperabile perdita che
mantengono inalterato dopo otto anni dalla morte
dello stesso.
Gianni Cutolo chissà non sia stato mosso proprio
da simili sentimenti nell'affrontare e portare a
termine il lungo e laborioso lavoro di
trascrizione e cura di un gradissimo numero di
audiocassette in cui aveva a suo tempo
registrato quasi integralmente un intero
training poliennale di formazione in
psicoterapia cognitiva “post-razionalista”
tenuto da Guidano alla fine degli anni '80.
Ne abbozzò l'attuale libro in due anni soltanto,
il resto del tempo gli è servito per la
concretizzazione del progetto e le defaticanti
pratiche editoriali...
Il risultato di tanto certosino ed amorevole
lavoro è stupefacente: questo "non libro" ci
restitusce un Vittorio Guidano maestro d'arte
(psicoterapeutica) vivo e generativo,
attivamente all'opera con i suoi allievi nella
sua bottega dell'arte.
Gianni Cutolo novello "Orfeo" riporta alla vita
il maestro morto, seppur sulla carta,
restituendogli ciò che in altri libri o articoli
tradizionali non ci può essere: il suo gergo, le
sue doti affabulatorie, i lampi dei suoi
sentimenti, i suoi stili relazionali e, infine,
l'atmosfera unica di una bottega in cui si
insegnava sul campo l'arte della psicoterapia e
nel contempo si rifletteva sull'arte di imparare
e di insegnare la psicoterapia.
So, anche per esperienza personale, che ogni
lettore attento di questo libro "non libro",
avrà più volte, nel corso della lettura e delle
numerose riletture, la sensazione realistica di
essere parte di quella "realtà" a cui l'opera ci
riconduce: si identificherà, pur virtualmente,
in un allievo in più, tra quegli allievi, di
quel maestro.
Luciano Lodoli |
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Edgar Morin
LA CONOSCENZA DELLA CONOSCENZA, Tr. it. Raffaello Cortina, Milano 2007 (1986)
Esaurito |
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Ho la fiduciosa presunzione di affermare che fra due o trecento anni questo testo sarà considerato uno dei pochi fondamenti classici della scienza e della filosofia della complessità.
Posso sbagliarmi, naturalmente, ma se questa previsione non si avverasse sarebbe un vero disastro per i nostri discendenti.
(Un visionario) Fabrizio Semper |
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Vittorio Guidano, a cura di Alvaro Quiñones Bergeret
PSICOTERAPIA COGNITIVA POST-RAZIONALISTA. Una ricognizione dalla teoria alla clinica.
Franco Angeli, 2007
Recensione di Gianni Cutolo
Questo testo
è un "libro orale": propone un lungo seminario che Guidano tenne il 19 e il
20 dicembre 1997 in Cile e che fu pensato proprio per essere trascritto e
utilizzato dai gruppi di tirocinanti che seguivano i suoi corsi in America
Latina.
Ma, soprattutto, è un libro che offre nuove riflessioni ed elaborazioni del
modello cognitivo postrazionalista da lui creato come risultato di
un'esperienza decennale di ricerca e di pratica clinica. Il suo pensiero
risulta essere qui molto chiaro sia nelle ipotesi esplicative degli eventi
psicopatologici sia nelle strategie di intervento psicoterapeutico che ne
derivano grazie agli esempi clinici e ai continui richiami all'epistemologia
evolutiva, alla teoria della mente, allo sviluppo delle emozioni e alla
teoria dell'attaccamento.
Gianni Cutolo |
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Recensione di Stefano Alcini
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HOMENAJE A VITTORIO GUIDANO Articolo di Álvaro T. Quiñones Bergeret

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Julian Jaynes
IL CROLLO DELLA MENTE BICAMERALE E L'ORIGINE DELLA COSCIENZA. Adelphi, Milano 1996 |
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Per me non è ncessario che un testo pieno di suggestioni importanti sia in toto condivisibile perchè meriti di essere letto con attenzione ed interesse.
Ad esempio io spesso leggo e rileggo Freud e ne ricavo sempre grandi stimoli intellettuali anche se mai mi sognerei di attribuire valore scientifico ad alcune teorizzazioni come l'Edipo et similia, le quali comunque continuano a conservare grande valore suggestivo, seppur datate ed attualmente in fase di obsolescenza anche in ambiti psicoanalitici.
Del libro di Jaynes segnalo l'estremo interesse delle considerazioni sul tacito come forma di conoscenza "muta" e prevalente (attività prevalente nell'emisfero sinistro, più in metafora che nella comunque parzialmente consistente natura neuropsichica) cui si sovrappone la coscienza propriamente intesa come conoscenza narrativa (attività sviluppatasi più recentemente nell'emisfero destro, sempre più inteso come metafora di qualcosa che ha comunque qualche episodico riscontro neuro funzionale). Il valore delle metafore come unica modalità di accesso alla coscienza (che sembra essa stessa consistere in fondo nel solo processo di creazione metaforica di significati)... eccetera, eccetera cento altre suggestioni affascinanti.
Che ognuno legga liberamente il libro e ne tragga, metabolizzandone le suggestioni, il suo complesso di tasselli di significato.
Luciano Lodoli |
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Gilda Bertan
IL LABIRINTO DI ARIANNA ED IL FILO.
Autismo e patologie gravi nel labirinto della psicoterapia.
Borla, Roma 2002 |
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| Clicca l'immagine qui sotto per leggere un brano del libro |
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Giacomo Rizzolatti, Corrado Sinigaglia.
SO QUEL CHE FAI.
Il cevello che agisce e i neuroni a specchio.
Raffaello Cortina, Milano 2006 |
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MicroMega 2/2007
Almanacco di scienze
Antonio R. Damasio pone la percezione corporea all’origine del nostro intelletto, Steven Pinker racconta la nascita della mente , Guido Barbujani - uno dei massimi esperti mondiali del DNA antico- smantella le distinzioni arbitrarie delle razze umane, Tecumseh Fitch parla della biologia del uomo e ne contesta la “unicità”, mentre Denis Duboule aggiorna ed arricchisce la teoria di Darwin con l’analisi genomica.
I comportamenti etici sono prodotti culturali o sono immanenti all’uomo?
Quali sono i meccanismi della mente che ci consentono la fruizione artistica? |
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Jonathan Franzen
LE CORREZIONI
(The corrections)
Einaudi 2003
(ed originale 2001) |
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La storia ben costruita di una moderna saga famigliare, vista dal "soggettivo" dei cinque protagonisti.
Ma anche una psicopatologia clinica della famiglia "normale".
Fabrizio Semper |
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Giovanni Semerano
L’INFINITO: UN EQUIVOCO MILLENARIO. Le antiche civiltà del Vicino Oriente e le origini del pensiero greco.
Bruno Mondadori, Milano 2001 |
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Questa è una suggestione un po' anomala, afferrata durante uno scambio di "philo-volley" tra Clemente e Galimberti durante il quale vennero segnati ben 4 Giovanni.
Come se non bastasse, l'opera non è l'unica raccattata e neppure è di argomento psicologico.
Jan Mais

Fibula Prenestina
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Dietrich Bonhoeffer
RESISTENZA E RESA.
Lettere e altri scritti dal carcere.
San Paolo Edizioni, 1996 |
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Opera postuma del teologo protestante Dietrich Bonhoeffer, raccoglie le lettere dal carcere dove venne rinchiuso dai nazisti per aver partecipato al complotto contro Hitler che culminerà nell'attentato del 1944. Ed è proprio nell'ultima lettera scritta prima del 20 luglio che sboccia il fiore più bello della sua teologia: il mondo adulto è senza Dio, ma proprio per questo più vicino a lui. Dio è talmente impotente e debole da necessitare dell'aiuto dell'uomo. Il termine aramaico 'agnello' può venir tradotto anche con 'servo'. Un atteggiamento simile ispira lo psicoterapeuta non direttivo. Oggi che i pazienti sono diventati adulti, lo psicoterapeuta non può sperare di soggiogarli col suo sapere e ancor meno di intimorirli con la sua autorità. Sa che non può niente contro il male di vivere. Aiuta, paradossalmente, in virtù della sua debolezza, cioè confessando la propria ignoranza e ponendosi in ascolto delle loro narrazioni.
Jan Mais |
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Hervey de Saint-Denys
I SOGNI ED IL MODO DI DIRIGERLI
Phoenix, Roma 2000 |
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Sul sogno lucido forse l'approccio migliore è quello fenomenologico del primo occidentale che abbia dedicato un libro all'argomento: il marchese Marie-Jean-Léon Lecoq Hervey de Saint-Denys.
Jan Mais |
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Franco Idone
TI KANEIS, ANTROPE;
COME STAI, UOMO?
Ibiscos Editrice Risolo, Empoli 2007 |
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"so di essere un uomo incompiuto... ma la vita è sogno ed è bene che tale resti..."
Franco Idone, medico psichiatra e colto umanista, assembla la trama dei suoi sogni, lucidi o crepuscolari, con l'ordito rapsodico e tumultuoso di caleidoscopiche emozioni.
Riallaccia miti, metafore e visioni scenografiche in uno spazio-tempo indefinito e multiforme in cui il narrante è al contempo spettatore, attore e personaggio della sua creazione letteraria.
Sei racconti, velatamente e ad arte, embricati e comunicanti l'un l'altro, che tradiscono una lunga vicinanza empatica con l'inquietudine dell'uomo, psicotico, nevrotico o "normale", comunque lo si voglia vedere, nelle diverse occasioni e discontinuità delle singole esistenze.
Lod |
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